CAMPIONATO ZONALE LASER (VII TAPPA) – VELA A GALLIPOLI
In queste ultime due settimane ho deciso di cambiare in modo radicale questo blog. Inizialmente avevo deciso di incentrarlo principalmente su viaggi, poi ho capito che tutta la mia vita è incentrata sugli sport acquatici e sul mare ancor più che sui viaggi. Perché allora non sfruttare questo punto di forza per raccontarvi alcune realtà della mia terra, degli sport che amo e dei miei “viaggi sportivi”?
Ecco allora che il blog assume una forma nuova, ed avrà una nuova sezione, quella dedicata al mondo della vela. Probabilmente molti di voi, specialmente quelli che mi conoscono da poco, non lo sapranno, ma per molti anni ho praticato barca a vela (specialmente nel periodo estivo). Gli anni passati a praticare la vela sono stati probabilmente quelli che più in assoluto mi hanno cambiato e mi hanno reso la persona che sono oggi. La vela, un po’ come tutti gli sport legati al mare, insegnano dei valori che non è possibile cogliere altrove. La mia passione per il mare non ha fatto altro che rafforzarsi ed è sempre rimbalzata tra la vela e il kitesurf, fino al momento in cui il kitesurf ha avuto “la meglio”.
Come primo articolo di questa nuova sezione, voglio raccontarvi della mia esperienza nell’organizzazione di una regata, precisamente della VII Tappa del Campionato Zonale Laser che si è svolto a Gallipoli il 23 settembre scorso. Dopo tanti anni ho deciso di cogliere al volo l’occasione di poter far parte nuovamente di una regata velica, anche se questa volta non come atleta, ma come organizzatore. E’ stato davvero strano per me rientrare a far parte di un ambiente che ha rappresentato il mio mondo per tanti anni, ma che d’un tratto mi è capitato di abbandonare.
Il giorno della regata, sin dalla mattina, sono stati numerosissimi gli atleti che hanno deciso di iscriversi alla competizione. Regatanti di tutte le età, tutti accomunati da un un’unica passione, quella del mare e della vela. Le presenze per questa settima tappa sono state altissime, più di 60 imbarcazioni, con atleti provenienti da tutta la Puglia, pronti a gareggiare (e divertirsi) insieme.

Copyright Circolo della Vela – Gallipoli
Mentre gli atleti preparavano le loro imbarcazioni, tutta l’organizzazione (me compreso) è stata impegnata nella sistemazione del campo di regata, il quale è costituito da una serie di boe. Ogni boa viene posizionata in maniera specifica e la posizione cambia a seconda della direzione del vento e di una serie di altri fattori. Ad ogni modo, il vento si è fatto attendere per tutto il corso della mattinata e solo dopo pranzo, finalmente, ha cominciato a spirare (anche se molto dolcemente). Gli atleti hanno cominciato ad entrare in acqua solo quando il vento ha raggiunto l’intensità giusta per poter gareggiare e dopo circa una ventina di minuti tutti erano pronti per la competizione.
Una volta pronti tutti i membri dell’organizzazione, la regata è potuta cominciare. Come si è svolta?
Gli atleti sono partiti scaglionati in piccoli gruppi, ogni gruppo appartenente ad una diversa classe. In ogni classe, le derive hanno delle caratteristiche differenti.
Il campo di regata è costituito nel seguente modo:
Sarebbe davvero complicato ed inutile spiegarvi passo per passo tutto il funzionamento, quello che vi basterà sapere è che c’è un punto di partenza che coincide con quello di arrivo e che ci sono una serie di boe (numerate) che formano il campo di regata. Ogni classe di regatanti ha svolto due percorsi differenti tra le boe rappresentati (in foto) dalle due linee presenti nello schema, quella continua e quella tratteggiata.
Fortunatamente il vento, in un primo momento leggero, è aumentato leggermente nel corso della regata, garantendone non solo lo svolgimento, ma anche la conclusione (senza troppi intoppi).
Perché ho deciso di parlarvi di questa esperienza a Gallipoli?
Ho deciso di parlarvene perché credo che il mondo della vela, troppo spesso, venga sottovalutato, specialmente dai giovani. Penso che se (questi) decidessero di avvicinarsi al mare, di coltivare una passione o uno sport legato ad esso, probabilmente sarebbero più determinati e più sereni.
La cosa che mi ha fatto più piacere in assoluto è stata quella di aver visto tantissimi ragazzi e ragazze di tutte le età partecipare alla regata. Nessuno di loro ha gareggiato contro l’altro, ma tutti hanno gareggiato INSIEME.
Ancora una volta il mare ha dimostrato di essere un elemento di CONDIVISIONE, che crea nuove amicizie e che, per quanto mi riguarda, fa bene allo spirito.
Ringrazio Daniele De Nuzzo e Massimo De Matteis per la fiducia e spero quanto prima di poter ripetere questa esperienza.